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Un viaggio nel tempo fino al Big Bang Stampa

Oggi, molte osservazioni del Cosmo sono condotte osservando radiazioni con frequenze che oltrepassano di gran lunga l’intervallo della luce visibile. Con il crescere della ricerca in fisica delle astroparticelle queste frequenze vengono a rappresentare nuove possibilità di scoperta che arricchiscono la nostra comprensione dell’Universo.
Per la prima volta, quindi, la luce non è più l’unico messaggero a portare notizie dei lontani oggetti cosmici e cominciamo a osservare raggi cosmici e fotoni di altissima energia. L’attenzione si è spostata oggi anche sui neutrini di altissima energia e sulle onde gravitazionali che proverebbero l’esistenza di tempi ancora più remoti, che precedono l’emissione della prima radiazione dell’Universo. Le onde gravitazionali, infatti, le oscillazioni dello spaziotempo previste dalla Teoria della Relatività Generale di Einstein, sono tracce di eventi violenti verificatisi nell’Universo e in particolare del più violento nella sua storia: il Big Bang
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VIRGO/LISA/ASPERA
© VIRGO/LISA/ASPERA

Le onde gravitazionali sono una conseguenza diretta della Teoria della Relatività Generale e perturbano lo spaziotempo come le onde sulla superficie di uno stagno.
Si producono quando grandi masse sono soggette a un’enorme accelerazione e possono essere rivelate grazie a minuscole variazioni di distanza tra masse libere, nei rivelatori di onde gravitazionali come GEO600, in Germania, VIRGO, in Italia. Nel prossimo decennio, il progetto spaziale LISA accrescerà di molto la sensibilità di rivelazione delle onde gravitazionali
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